Nuotare per sopravvivere

PON nuova

Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNICEF, l’annegamento è la seconda causa di morte accidentale al mondo per i bambini e ragazzi di età inferiore ai sedici anni e l’Italia è tra le nazioni con il peggior rapporto tra incidenti e popolazione della Comunità Europea.

rana nuotoLe principali cause degli incidenti sono imputabili a:

  • scarsa percezione del rischio da parte dei giovani e degli adulti accompagnatori
  • errata valutazione delle capacità acquatiche di auto-salvamento sia dei ragazzi che degli adulti
  • effetto emulazione, insufficiente “acquaticità”, facile accesso a specchi d’acqua non sorvegliati,  impiego scorretto di sussidi al galleggiamento, attrezzature e giochi vari galleggianti.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

  • la riduzione delle morti e degli infortuni gravi che abbiano come scenario l’acqua e come sfortunati protagonisti i giovani
  • aumentare nei ragazzi il rispetto e la conoscenza degli ambienti acquatici naturali e artificiali insieme all’insegnamento dei principi minimi di sicurezza per poterne godere a pieno della loro esplorazione
  • trasmettere la cultura dell’utilizzo consapevole di questa fondamentale risorsa di vita e la salvaguardia delle sue biodiversità

METODOLOGIE DIDATTICHE INCLUSIVE. Il modello del peer to peer consente di integrare allievi diversamente abili o con BES non solo favorendone l’inclusione, ma anche valorizzando in questi allievi capacità che spesso restano nascoste nelle tradizionali attività didattiche.

Il progetto Nuotare per Sopravvivere prevede un incontro teorico propedeutico in classe della durata di due ore e uno o più incontri pratici in piscina.

Al termine del percorso formativo, ai ragazzi viene proposto un test di valutazione delle capacità di auto-salvamento in acqua.

Ultima modifica il 25-11-2021 da ALBERTO ASTOLFI